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Descrizione del percorso

Città di Verona
Patrimonio mondiale UNESCO
Dichiarazione di valore e motivazione

Il 30 novembre 2000 la XXIV  Assemblea Plenaria del World Heritage Committee (W.H.C.) iscrive Verona nella World Heritage List (W.H.L) con la denominazione City of Verona (Città di Verona) e la seguente motivazione:

 

“La storica città di Verona, fondata nel I secolo a.C., ha conosciuto periodi d’espansione nel XIII e XIV secolo sotto il dominio della famiglia degli Scaligeri e dal XV al XVII secolo sotto la Repubblica di Venezia. Costituisce, inoltre, un eccezionale esempio di piazzaforte. Verona ha conservato un notevole numero di monumenti antichi, di epoca medioevale e del Rinascimento. E’ una città di cultura e di arte”.

Il 30 agosto 2017 la Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO ha deciso di concedere il proprio patrocinio alla maratona di Verona, considerando che essa si corre nel centro storico della città, iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Tenendo presente che anche le città di Ferrara, Siracusa, Roma, Venezia, Palermo, Aquileia, e Firenze sono nella lista del Patrimonio Mondiale e hanno le loro maratone, ci piacerebbe creare un network ideale di maratone UNESCO in Italia   per valorizzare ulteriormente il nostro patrimonio dei centri storici, mettendo in risalto la loro fruibilità anche a livello sportivo.

Si tratta di un modo per sottolineare i legami tra sport, arte e cultura, tre elementi che contribuiscono ad una vita sana e di qualità che si riflette positivamente non solo a livello individuale ma anche sul piano sociale. Si tratta inoltre di un modo per diffondere un’idea di turismo sostenibile che si basa su ritmi di fruizione più in sintonia con il corpo e la mente.

La descrizione del percorso, tradizionale strumento di consultazione del partecipante all’evento ed anche dei suoi accompagnatori, non può in questa edizione non tener conto del prestigioso riconoscimento ricevuto.

I punti di contatto tra Verona Patrimonio Mondiale ed il percorso di Veronamarathon sono ascrivibili ad alcune direttrici:

  • Le mura fortificate con le monumentali porte che le costellano, di epoca romana, medievale e cinquecentesca;
  • L’Adige, secondo fiume italiano per lunghezza, elemento naturalistico di straordinaria bellezza e costeggiato da viali alberati;
  • I ponti, attraversati ben sette volte, risalenti a tutto l’arco temporale della storia della Città di Verona.

Non è qui il caso di citare gli innumerevoli edifici e monumenti, religiosi e laici, pubblici e privati, che fanno da muti spettatori allo sforzo dei podisti: la loro storia e quella dei tesori d’arte contenuti in molti di essi è oggetto di numerose pubblicazioni.

La guida essenziale, redatta dal Comune di Verona, è reperibile online al sito

https://intranet.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=16376

La partenza della AGSM Veronamarathon avverrà domenica 19 novembre 2017 alle ore 9:00. Il punto di ritrovo è nella piazza più grande della città: Piazza Bra, chiamata anche “il salotto” di Verona.

Primo monumento attraversato dagli atleti sono i Portoni della Bra, breccia nelle mura medievali. Qui è incastonato il busto bronzeo del Bardo W.H. Shakespeare e la lapide che riporta il memorabile verso “Non c’è mondo per me aldilà delle mura di Verona” [Giulietta e Romeo Atto III scena 3].

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Dopo aver superato i Portoni, ci si immette sulla linea di partenza in Corso Porta Nuova: da qui a perdifiato fino all’omonima Porta Sanmicheliana per poi girare a destra e percorrere le Mura Veneziane [km1] fino a Porta Palio, splendido esempio di architettura militare rinascimentale.

Di qui si prosegue a destra in Corso Porta Palio dove si ammira Castelvecchio [km2], il più grande e imponente monumento cittadino dopo l’Arena, residenza fortificata degli Scaligeri risalente al XIV secolo.

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Si prosegue diritti nell’elegante Corso Cavour, sul tracciato cittadino dell’antica via Postumia che in epoca romana collegava il Tirreno all’Adriatico. Appena dopo il Castello, sulla sinistra, l’Arco dei Gavi,    raro esempio di arco onorario romano dedicato a privati cittadini.

Esso in origine era collocato trasversalmente alla via e fungeva da porta nelle Mura Comunali; venne smontato da Napoleone   per consentire il passaggio più agevole alle sue truppe e fu ricostruito nel 1930 nella sede attuale.

Dal XVI secolo il Corso divenne la via prediletta dalle grandi famiglie veronesi che una ad una vi edificarono sontuosi palazzi: Palazzo Canossa al civico 44, Palazzo Muselli Pompei al 42, Palazzo Carlotti al 2, Palazzo Bevilacqua al 29 (solo fra i maggiori).

L’antica chiesa di San Lorenzo, sulla sinistra, e la chiesa dei Santi Apostoli, sulla destra, completano la scenografica prospettiva.

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Si percorre tutto il Corso fino a Porta Borsari, una maestosa porta romana risalente al primo secolo dopo Cristo che durante l’epoca imperiale costituiva il principale ingresso entro le mura romane della città sulla Via Postumia . Il nome deriva dalle borse che i gabellieri riempivano con i dazi riscossi dai mercanti per l’entrata in città.

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Davanti alla porta si devia a sinistra su via Diaz e, dopo aver superato Ponte della Vittoria con le sue sculture equestri, si percorre Lungadige Campagnola [km3] fino a Piazza Arsenale (vista splendida, dalla sponda opposta del fiume, di Castelvecchio con il Ponte Scaligero).

Sulla destra si trova l’Arsenale, struttura militare asburgica, seconda per grandezza solo all’omonima di Vienna.

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Si seguono i lungadige Cangrande e Attiraglio che sovrastano le alzaie, il caratteristico marciapiede percorso dai traini controcorrente delle chiatte per il trasporto fluviale commerciale, fino alla località extraurbana di Parona [km10].

Proseguendo sulla Statale del Brennero, la romana Claudia Augusta, si arriva a Nassar. Dopodiché si entra nel Comune di Negrar, in località Arbizzano [km12]. Rientrando verso Parona [km15], si transita sotto la galleria per poi raggiungere Ponte Unità d’Italia. Proseguendo verso sudest, si raggiunge Ponte Catena [km19] dove si attraversa nuovamente l’Adige e lo si costeggia per ritornare verso Ponte della Vittoria e Porta Borsari.

Da qui i partecipanti alla CangrandeHalf Marathon entreranno in via Oberdan e termineranno la loro gara in Piazza Bra.

I coraggiosi atleti che ambiscono al traguardo della Veronamarathon imboccheranno nuovamente Corso Cavour [km21] fino a Castelvecchio; successivamente percorreranno le Rigaste San Zeno, Piazza Corrubbio [km22] fino a Piazza San Zeno, la basilica romanica consacrata al “vescovo moro” con l’altissimo campanile, monumento rappresentato quest’anno nella medaglia che attende all’arrivo gli atleti che concluderanno la loro prestazione.

Raggiunta Porta San Zeno, si svolta a destra per Via Pontida per poi proseguire per Via Da Vico [km23] e Via Lega Veronese, costeggiando le mura veneziane lungo i bastioni cinquecenteschi della Circonvallazione Maroncelli, Via Scarsellini e Via Rosmini [km24].

Si prosegue in direzione Porta Palio, si attraversa il Canale Camuzzoni, opera di ingegneria idroelettrica di fine Ottocento realizzata per dare energia elettrica alle nascenti industrie ed ancora operativa, per imboccare Via Camuzzoni [km26], Via San Marco, Via Manzoni. Attraversato Corso Milano, si entra in Via Galvani e, dopo quasi tre chilometri lungo il canale, si entra nel quartiere di Chievo [km29] dove si attraversa l’Adige sulla diga ottocentesca che alimenta il canale fino a Lungadige Attiraglio.

Qui si effettuerà il giro di boa dirigendosi verso Ponte Catena [km35] .

A destra il percorso si stacca dall’Adige; si attraversa il quartiere Liberty di Borgo Trento fino a Porta San Giorgio, lasciando a destra la stupenda chiesa del Sanmicheli [km37].

Si attraversa l’Adige sul romano Ponte Pietra, lasciandosi alle spalle il Teatro Romano, e si arriva al Liceo Classico Scipione Maffei dove nel 1903 fu fondata la gloriosa squadra di calcio Hellas Verona; imboccate Via Forti e Via Emilei [km38], si torna in Via Diaz, sfiorando la grande Chiesa di Sant’Eufemia.

Successivamente si imbocca Corso Porta Borsari, il “decumanus maximus” sul tracciato della Via Postumia, fino a Piazza Erbe, la piazza italiana più consigliata dalla stampa estera, situata sull’area dell’antico Foro Romano [km39]. Alla fine della piazza, a sinistra in Via Cairoli, di nuovo su lungadige Rubele e poi sul Ponte Nuovo.

Da qui si entra nel quartiere di Veronetta, nomignolo dispregiativo affibbiato dai Francesi durante la dominazione della città. Si entra in Via Carducci passando accanto alla Chiesa di San Tommaso e poi in direzione Porta Vescovo, baluardo della città in direzione est; da qui si torna verso il centro storico svoltando a destra in Via 20 Settembre e Via San Paolo [km41].

L’ultimo attraversamento dell’Adige avviene su Ponte Navi, in vista dell’antica Dogana fluviale, per imboccare Stradone Maffei e sfiorare la chiesa di San Fermo, una delle più interessanti ed originali della città, composta da due chiese connesse e sovrapposte, un unicum in cui lo stile romanico si fonde armoniosamente con il gotico.

Di qui si raggiunge il retro del Palazzo del Municipio di Verona [km42], si aggira l’Arena, il più grande teatro lirico all’aperto del mondo ancora echeggiante delle melodie delle opere melodrammatiche e dei concerti pop di grandissimi artisti italiani e stranieri, fino sotto all’Ala per arrivare alla linea di arrivo sul Liston di Piazza davanti al monumento equestre di Vittorio Emanuele II.

Lì la medaglia con l’inconfondibile immagine della basilica di San Zeno attenderà tutti gli arrivati.

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